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lunedì 7 dicembre 2009

Esme e Carlisle Cullen

Buonasera twilighters!
Buon inizio di settimana!
Il primo lunedì del mese ci ricorda il nostro appuntamento con "Intervista col vampiro", la rubrica in cui conosciamo meglio i personaggi della saga.
Indovinate un pò a chi tocca oggi?

Enjoy!



Bentrovati ancora una volta con le nostre interviste. Quest’oggi è un’occasione davvero particolare, visto che abbiamo ben due ospiti!
Oggi l’intervista è alle colonne della famiglia Cullen. Accogliamo tra noi il Dottor Cullen e sua moglie Esme.

Buonasera. Grazie per essere qui con noi.
Carlisle:
Buonasera a voi! Grazie per il caloroso benvenuto, a nome mio e di mia moglie.
Esme: Si, grazie. Speriamo di non annoiarvi con le nostre storie.

1. Allora possiamo cominciare…Esme, non sappiamo molto della tua vita da giovane, ce ne vuoi parlare? Sei stata sposata, non è così?
Il mio era stato un matrimonio combinato dai miei genitori. Non amavo l’uomo che sposai, ma ero disposta a provarci. Volevo fortemente innamorarmi di qualcuno ma nessuno poteva competere con l’uomo che avevo incontrato all’età di 16 anni. Esattamente, nel 1911, mi ruppi una gamba cadendo da un albero. La mia famiglia viveva in una fattoria vicino la città di Columbus. Il dottore del paese non c’era ed era già buio quando raggiungemmo il piccolo ospedale di Columbus. Lì mi curò un certo dott. Cullen, non dimenticai mai quell’esperienza.
Fui l’ultima tra le mie amiche a sposarmi ( all’epoca si sposavano molto giovani). Stavo pensando di trasferirmi a ovest per diventare insegnante ma mio padre non pensava che fosse rispettabile per una donna vivere da sola. Il figlio di un amico di famiglia, un uomo con buone aspettative, voleva sposarmi, e mio padre mi fece pressioni per accettare. Ero indifferente a Charles Evenson ma non completamente contraria. Lo sposai ma presto mi resi conto che era stata una cattiva decisione. In privato Charles era molto diverso da quello che appariva in pubblico, abusava di me. I miei genitori mi consigliarono di essere una brava moglie e stare zitta. Quando Charles fu mandato in guerra fu una grossa consolazione per me, quando tornò indietro fu terrificante.
La gravidanza fu ciò che mi spinse a scappare, non avrei lasciato crescere un bambino in quella casa. Scappai da una cugina di secondo grado che viveva a Milwaukee e poi mi spostai ancora più a nord quando la voce dei miei spostamenti giunse ai miei genitori.
Feci finta di essere una delle tante vedove di guerra e mi inserii facilmente nella società. Insegnai in una scuola di un paesino vicino Ashland. Quando il mio bambino morì di infezione polmonare solo pochi giorni dopo la nascita, non mi rimase più nulla. Non avevo idea che Carlisle stesse lavorando nel piccolo ospedale di Ashland quando decisi di saltare dalla scogliera fuori dalla città. Carlisle, naturalmente, si ricordava di me come la ragazza allegra che aveva visto quando avevo 16 anni e non voleva che morissi.
Quando riaprii gli occhi, mentre soffrivo, e vidi il volto che non ero riuscita a dimenticare per 10 anni anche nel dolore capii che tutto sarebbe andato per il meglio, capivo che non avrei temuto più nulla.
Non mi sconvolse la scoperta di essere un vampiro, certo non compresi subito cosa avrebbe comportato, ma ero con Carlisle, l’uomo dei miei sogni.
Il dolore per mio bambino restò in me, congelato nel mio cuore, per questo assumere un ruolo materno nella famiglia fu la cosa più naturale del mondo.



2. Ora tu Carlisle, vuoi anche tu raccontarci qualcosa della tua vita?
Sono quasi certo di essere nato a Londra, negli anni Quaranta del diciassettesimo secolo. Ero l'unico figlio di un pastore anglicano. Mia madre morì di parto. Mio padre era un uomo intollerante. Quando i protestanti presero il potere, fu molto attivo nella persecuzione dei cattolici e dei seguaci di altre religioni. Credeva anche molto nell'esistenza delle incarnazioni del male, guidava le cacce alle streghe, ai licantropi... e ai vampiri. Diventato anziano, mio padre cedette il ruolo di guida dei cacciatori a me, suo figlio devoto. Sulle prime, fui una delusione, non ero pronto nel condannare, nel vedere demoni dove non ce n'erano. Ma ero testardo. Scoprii un rifugio di veri vampiri che abitavano le fogne della città e uscivano solo di notte per cacciare. Molti vivevano così, in un'epoca in cui i mostri non erano ritenuti soltanto mito e leggenda. La folla raccolse le forche e le torce, ovviamente e attese, nel punto in cui avevo visto che i mostri uscivano. Finché uno di loro non emerse dal sottosuolo. Probabilmente era una creatura antica e sfiancata dalla fame. Iniziò a correre per le strade, ed io guidavo l'inseguimento. La creatura avrebbe potuto agevolmente seminarci, ma era troppo affamata, perciò si voltò e ci attaccò. Si avventò su di me, ma dovette difendersi dal resto della folla. Uccise due uomini, scappò con un terzo e lasciò me a terra, sanguinante. Sapeva quale destino mi avrebbe riservato mio padre. Perciò agii d'istinto, per salvarmi la vita. Strisciai via dal vicolo mentre la folla inseguiva il mostro e la sua vittima. Mi nascosi in una cantina e restai sepolto per tre giorni sotto dei sacchi di patate andate a male. Fu un miracolo se riuscii a rimanere in silenzio, a non farmi scoprire, seppur preda del dolore della trasformazione.
Quando scoprii cos'ero diventato mi ribellai. Cercai di autodistruggermi. Mi gettai da cime altissime, tentai di annegarmi nell'oceano... ma ero all'inizio della mia nuova vita, ero giovane e molto forte. La cosa incredibile è che sia riuscito a evitare di... nutrirmi. Ma ero talmente di¬sgustato da me stesso che trovai la forza per decidere di morire di fame.
Una notte, presso il rifugio dove mi nascondevo passò un branco di cervi. Ero talmente sconvolto dalla sete che li attaccai senza neppure pensarci. Mi rimisi in forze e compresi che esisteva un'alternativa: è così che nacque quella che è la mia, la nostra, filosofia di vita.
Ritrovai me stesso, così cominciai a dedicarmi agli studi. Nuotai fino in Francia e frequentai le università europee. Trovai così la mia vocazione, la mia penitenza, proprio nel salvare vite umane. Mi ci vollero quasi due secoli per affinare l'autocontrollo. Ora sono completamente immune all'odore del sangue umano e posso svolgere il lavoro che amo senza tormento. L'ospedale è per me una pre-ziosa fonte di pace. Il mio lavoro mi piace troppo. I momenti che apprezzo di più sono quelli in cui le mie... doti supplementari mi permettono di salvare pazienti che altrimenti non ce la farebbero. È bello sapere che, grazie a ciò di cui sono capace, e alla mia stessa esistenza, la vita di certe persone è migliore. Persino l'olfatto, a volte, è un utile strumento di diagnosi.
Ciò che mi auguro è che anche per noi questa vita abbia un senso. Certo, forse pretendo troppo, in fondo, siamo già dannati. Ma la mia illusione, forse assurda, è che, se proviamo a fare del nostro meglio, ci verrà riconosciuto.


3. Carlisle, Esme, voi ormai state insieme da ottantenni. Volete dirci qualcosa in più sul vostro rapporto.
Carlisle:
Dopo aver trasformato Edward non credevo che avrei sentito il bisogno di trasformare altri, già ero in dubbio se la mia scelta con lui fosse stata giusta. Ma incontrare Esme ha cambiato le mie prospettive. Non potevo lasciarla morire, non dopo che avevo visto come a 16 anni la sua gioia di vivere la rendesse assolutamente una delle creature più meravigliose di questo pianeta. A quell’epoca non potevo permettervi di avere altri pensieri. 10 anni dopo, vederla morente, a seguito di vicende tanto terribili, mi avrebbe spezzato il cuore. Trovare la forza di trasformarla, è stato semplice, perché in quel momento era la cosa più giusta, e non solo perché era il mio cuore a guidare i miei gesti. Capivo quanto grande era l’amore che il suo cuore conteneva e ancora di più avrebbe contenuto una volta trasformata. Ne sentivo già l’eco nel mio cuore, anche se morto da più di un secolo.
Esme: Oh caro…come avrei potuto dimenticare il tuo volto dopo il nostro primo incontro, ma non potevo credere che potessi far parte della mia vita. Invece il cielo ha voluto così, e il mio amore per te, per la nostra famiglia continua a colmarmi di gioia, una gioia profonda che mi fa apprezzare la vita che hai costruito per noi e la fortuna nel vedere tutto questo amore ricambiato non fa che farla aumentare ancora.

4. Carlisle, perchè hai creato altri vampiri?
Carlisle:
La fede è parte della scelta –se non credessi che la vita di un vampiro “buono” possa finire con la salvezza, non l’avrei fatto. Ma la ragione fondamentale è stata la solitudine. Sia i vampiri che gli umani possono impazzire nell’isolamento completo. Per i vampiri ci vuole solo più tempo. Trasformare Edward ha funzionato davvero bene per me, il che mi ha portato a cambiare Esme. E quello direi che ha funzionato anche meglio. Il che ha influenzato la mia decisione di cambiare Rosalie.
Ma questa non è andata poi così bene, almeno non per Edward. E non avrei trasformato nessun altro umano se Rosalie non mi avesse implorato per Emmett. Io non sono mai stato così tormentato come Edward sull’idea di Bella vampira proprio per la mia fede.
E poi non ho dubitato mai che la vita di Edward fosse migliore con Bella al suo fianco, soprattutto dopo quello che è successo a Volterra.
Esme: A proposito di questo…In tutti gli anni in cui ho fatto parte della famiglia mi sono sempre preoccupata in modo particolare di Edward, ho sempre temuto che alla sua essenza originale mancasse qualcosa, che fosse troppo gio¬vane quando Carlisle lo ha cambiato...sono stata felicissima quando Bella è entrata nella sua vita, quando ho visto in che modo Edward fosse tornata a vivere, o meglio, ad apprezzare la sua esistenza. Non volevo che continuasse a stare nel suo isolamento. Sono d’accordo anch’io sul fatto che tutto sia migliorato per lui con Bella, seppur nelle difficoltà.
Edward è stato il primo dei miei nuovi figli. L'ho sempre considerato tale, benché per un verso sia più vecchio di me. Per me sono tutti come figli veri. Non potrei mai vincere il mio istinto materno...sono grata a Carlisle per tutto questo.


5. Che ruolo avete avuto quando Edward ha deciso di lasciare Forks e Bella?
Carlisle:
Io rispetto le scelte di Edward, lo ritengo un uomo, ha la maturità necessaria a fare della sua vita ciò che ritiene più giusto ed io assolutamente mi fido di lui. Quando ha creduto che la cosa migliore sarebbe stata lasciare Bella, ho voluto avere fiducia, anche se riuscivo a vedere come sarebbe stato difficile. La nostra natura fa sì che i cambiamenti nelle nostre vite siano rari, ma se presenti assolutamente potenti e irreversibili e Bella è stato questo per Edward. Allontanarsi da lei non avrebbe riportato le cose come prima, piuttosto avrebbe comportato sofferenza, perenne e costante, senza via di fuga. Ma ripeto, ho rispettato le scelte di Edward.
Esme: Anch’io ho cercato di rispettare le scelte di Edward, ma vederlo soffrire a quel modo mi ha spezzato il cuore. Ancor più perché si è allontanato dalla famiglia andando via di casa. Il pensiero di lui solo, tanto ferito e afflitto da smettere di vivere. Mi sentivo incapace di consolarlo, impotente dinanzi alle sue pene, ma non potevo aiutarlo in nessun modo. E’stato un periodo orribile. Alice vedeva che le cose si sarebbero risolte, Edward non sarebbe sopravvissuto senza Bella a lungo, ma comunque noi non potevamo fare nulla, la scelta era solo sua.
Bella poi lo ha salvato, è sempre stato così…cara…la persona migliore che potesse esistere per Edward.


6. Come fate a sopravvivere finanziariamente?
Carlisle:
Investimenti a lungo termine, eh eh. Inizialmente ho ricevuto un aiuto finanziario dai miei amici italiani e poi ho guadagnato uno stipendio da dottore per tutti quegli anni senza avere normali spese di cui preoccuparmi. Edward ha ereditato molte proprietà dai suoi genitori ( ha fatto finta di essere sopravvissuto per prenderne possesso assieme a suo zio perché voleva le cose di sua madre. Ha ancora la sua casa a Chicago). Tutto è stato investito in modo molto accorto, sia io che Edward ce la caviamo nella gestione delle finanze. E poi è arrivata Alice. Ah ah! Lei adora giocare in borsa.
Esme: Occasionalmente anch’io lavoro, mi occupo di restauro e arredamento, e ogni tanto qualcuno richiede il mio aiuto. Mi fa piacere, è un altro modo per rendere felici le persone. Poi per i membri della famiglia devo dire che lavorare è un diletto ancora maggiore. Ricordo quando abbiamo regalato la casa a Edward e Bella, desideravo farli felici con quel piccolo pensiero, e credo che così sia stato.


Bene Esme, Carlisle, abbiamo concluso! Grazie per il vostro tempo e per averci raccontato qualcosa in più su di voi!
Esme:
Oh, è stata un’intervista deliziosa! Grazie a voi!
Carlisle: Grazie a voi, è stato un piacere! Arrivederci.


Ed ecco per concludere un piccolo video con Esme e Carlisle come protagonisti;)


All'anno prossimo con una nuova intervista ;)

lunedì 2 novembre 2009

Emmett Cullen

Buon inzio di settimana a tutti!
Oggi è il primo lunedì del mese, quindi è il turno della nostra rubrica Intervista col vampiro e indovinate un pò a chi tocca oggi???
Il fratellone che tutti vorremmo, la guardia del corpo da cui tutti vorrebbero essere protetti, il compagno di giochi ideale, il vampiro super fisicato che fa svenire molte di noi...lui...EMMETT CULLEN!!!!

Staff twilightersicule



Salve Emmett! E’ un vero piacere averti qui con noi!

1. Nella saga sei l’unico dei Cullen di cui non abbiamo molte notizie a proposito della vita da umano…sappiamo solo della tua passione per i grizzly e che te la sei battuta contro uno di questi terribili orsi…
Il piacere è tutto mio! Grazie a voi! Sì, la Meyer non ha raccontato molto di me all’interno dei libri, ma sono qui apposta per rispondere alle vostre domande. Quella volta un orso mi aveva scambiato per il suo vasetto di miele e me la sarei vista davvero brutta se non fosse arrivato un altro strano animale a portarmi via, all’inizio pensavo fosse un altro orso che lottava per non lasciare al primo la sua cena. Poi credetti di essere morto, primo perché all’improvviso stavo volando, secondo perché vidi lei…il più bell’angelo che il paradiso avesse mai potuto mandarmi, me ne rendevo conto anche mentre cadevo nell’incoscienza. Quello che venne dopo pensai fosse la punizione per vent’anni di vita un pò troppo pieni di divertimenti: ero tra le fiamme dell’inferno, ma con mia grande sorpresa l’angelo continuava a vegliare su di me, e non potevo che provare gratitudine verso un Dio tanto misericordioso. Infine le fiamme si spensero e Rosalie, insieme a Carlisle, mi spiegò tutto. Se loro, i miei salvatori, erano vampiri, non potevo credere fosse una cosa tanto tremenda. Accettai la mia condizione pacificamente, il problema furono le regole che l’accompagnavano a darmi non pochi problemi. In più di una occasione ho dato qualche grattacapo alla famiglia…capita a volte che una persona abbia solo un profumo troppo buono. Ma tutto sommato mi comporto bene no? Onestamente uccidere un umano, per caso ovviamente, perché intenzionalmente non lo farei mai, non mi pare affatto la fine del mondo. Come dico sempre, bisogna imparare a superare le cose, come faccio io. L’eternità è un sacco di tempo per crogiolarsi nel rimorso. Cosa posso aggiungere…sono un tipo sportivo, mi piacciono le competizioni e i giochi in cui c’è da divertirsi mettendosi alla prova in difficoltà fisiche. Non mi piace molto perdere, ma è solo un dettaglio, anche perché non accade spesso.


2. Sei un ragazzo spiritoso e dalla battuta sempre pronta! Come fai a trovare l’aspetto più divertente delle cose anche nelle situazioni più difficili?
Cerco di prendere tutto nella maniera più semplice, di petto, non mi piace complicarmi la vita e non ne vedo il motivo. Poi se di mezzo c’è un combattimento certo non mi tiro indietro, la difficoltà in alcune situazioni non fa che aumentare l’eccitazione e il divertimento! Ragazzi, che sfida è se è tutto semplice? Scommetto che mi annoierei se non trovassi in tutto un aspetto di scherzo e gioco, fa parte della mia natura. C’è chi vede il bicchiere sempre mezzo vuoto e chi sempre mezzo pieno e io appartengo ovviamente a questa schiera. In famiglia basta già Edward a cogliere il lato tragico di ogni cosa e a fare il melodrammatico. Se mi unissi a lui, immaginate che serate allegre ci aspetterebbero! Dico sempre quello che mi passa per la testa, la mia prima reazione è sempre la prima nata nella mia mente, in questa intervista ve ne accorgerete, non avere peli sulla lingua poi è il mio forte! Lo sanno bene Edward e Bella! Ahahah Perché farsi certi problemi?... a maggior ragione in una famiglia in cui assolutamente non esistono segreti. In più non porto rancore e la mia natura è cordiale, quindi con me non avrete mai noie! Solo una cosa, o due … devo ammettere che non ho molta pazienza, io vado diretto al nocciolo delle questioni e con le persone magari manco di tatto, diciamo che le conversazioni su argomenti delicati non sono il mio forte, ma sulla mia sincerità potete mettere una mano sul fuoco. Garantito!


3. Sei sentimentalmente legato a Rosalie. Ci parli del vostro legame?
Disperatamente innamorati, ecco le parole giuste. Forse la relazione tra me e Rose è la più lampante in famiglia, diciamo che entrambi ci conteniamo poco, ma in fondo in certe cose perché avere o crearsi limiti che in fondo non hanno motivo di esistere…poi certo, se parliamo dei muri di una casa come limiti, beh, esisteranno per una ragione, ma non credo sia sufficiente o abbastanza “solida” per me e Rose! Ahahah Il nostro amore è molto intenso e non riesco neanche a immaginare come potrebbe essere altrimenti, soprattutto parlo del lato fisico, ma non solo. Riusciamo ad essere solo noi due, e non parlo delle occasioni in cui ci allontaniamo dalla famiglia per fare la coppietta, ma mi riferisco alle normali giornate … ci basta guardarci negli occhi che tutto il resto si esclude, l’uno ad ammirare la propria fortuna. Oddio, comincio ad essere sentimentale come Edward! Insomma cerco sempre di fare felice la mia Rose, e ormai sono abbastanza esperto … ad ogni nostro matrimonio miglioro sempre, dandole le attenzioni che chiede e che ovviamente merita! E’ il mio angelo, ammesso che la vita da vampiro sia un inferno. A me piace troppo per rinunciarci, ma se fosse possibile lo farei…almeno Rose lo farebbe, e io la seguirei perché non potrebbe essere altrimenti.


4. Come vanno i rapporti con il resto della famiglia? Tu ed Edward siete molto legati, vero?
O sì, il mio fratellino, un piccolo combina guai, e nella famiglia ne ha portato un’altra ancora migliore: Bella! Buon per me, sai che spasso! Ogni tanto in una vita eterna serve qualcosa che spezzi la monotonia no? Edward nei combattimenti è un piccolo imbroglione, perché legge nella mente. A parer suo la capacità di sentire i pensieri fa parte di lui come la mia forza sopra la norma fa parte di me. Balle dico io, se spegnesse per almeno un minuto quel suo trucchetto lo concerei troppo male. Chissà se Bella potrà mai darmi qualche dritta su come escluderlo dalla mia mente…mmm. Nella lotta anche Alice imbroglia, Rose non vuole rovinarsi i capelli ed Esme impazzisce se io e Jasper facciamo sul serio… però dai, come mi piace questa famiglia, sono fortunato! Poi il fatto che si così numerosa è un vantaggio. Quanto potremmo giocare a baseball o football se fossimo solo io e Rose?! Comunque se non ci fossi io con i miei modi spensierati a portare un pò di allegria, ci vorrebbe ogni volta l’intervento di Jasper in famiglia con i suoi poteri, e su! A proposito, con Jasper almeno ce la battiamo senza giochetti mentali, anche se mi sono accorto che il mostriciattolo lo aiuta, quando giochiamo a scacchi fa la furba suggerendogli le mosse. Ah, poi non parliamo delle conversazioni silenziose tra Edward e Alice, davvero fastidiose … vi sembra corretto escludere gli altri così lasciandoli indietro?


5. Che hai pensato della “fissazione” se così si può chiamare, di Edward nei confronti di Bella?
Ahah che ridere! Che scherzo del destino! Solo Edward poteva innamorarsi di un’umana. Se non si complica la vita non è felice! Fu troppo divertente godersi Edward perdere pian piano la testa, povero ragazzo. Eheh. Per di più ha perso molto smalto stando con Bella in fatto di incutere timore nelle persone. Non era più tanto spaventoso. Mi offrii più volte di fare al posto suo il mostro della situazione per destare in lei le giuste reazioni. Non riuscivo a capire la sua attrazione per una ragazza come Bella. Lo credevo davvero pazzo. E’ anche vero che lui non ha mai capito perché io sia innamorato di Rosalie. Ma, ad ognuno il suo no? Comunque adesso sono proprio felice di avere Bella in famiglia..è uno spasso! Trasformarla era la soluzione fin dall’inizio, la più semplice. Solo Edward si ostinava a non voler aprire gli occhi e accettarla. Per me era una cosa più che naturale. Ora anche se non è più l’umana distratta che era all’inizio, riesco a farmi sempre grandi risate. Ovviamente sorvoliamo su quando mi ha battuto a braccio di ferro…devo ammetterlo ma la sconfitta mi brucia ancora! Non manca occasione che io chieda la mia rivincita!


6. Passando al periodo più cupo di tutta la vostra vicenda familiare…come ti sei sentito quando hai saputo della scelta di Edward di andare a farsi uccidere dai Volturi e scoperto poi che era stata proprio Rosalie a dargli la notizia del presunto suicidio di Bella?
Ad essere sincero è stato uno dei periodi più cupi della mia esistenza. Con Edward siamo molto legati e non averlo a casa era molto triste. Non riuscivo a essere solare come prima, a ridere e scherzare con naturalezza…forse si pensa che un vampiro non possa provare sentimenti umani a parte l’amore per la propria compagna, ma non è affatto così. Io voglio davvero molto bene ad Edward e quando Rosalie mi ha riferito in preda al panico ciò che aveva fatto, non potevo che essere arrabbiato con lei, ma mi pregò di ascoltarla, di spiegare le ragioni per cui aveva telefonato a Edward rivelandogli il “finto” suicidio di Bella … e riuscii a capire: Rosalie non è cattiva, è solo un pò egocentrica (ma chi non lo è almeno un po’?!) e il fatto di vedere me afflitto e malinconico, Esme disperata...beh…pensava di agire per l’interesse di tutta la famiglia, non vi era malignità nella sua decisione di informare Edward, quindi era un gesto da perdonare. Poi in fin dei conti non è successo niente in Italia…ci fossi stato io, sarebbe stato di certo un viaggetto di piacere, soprattutto a combattere con Felix o Demetri per passatempo! Oh, sì, mi sarei proprio divertito! Ahah

Grazie Emmett per essere stato con noi e averci parlato di te e del legame con la tua famiglia.
Grazie a voi! Mi sono divertito a ricordare e parlare di certe vicende. A proposito, vado a chiedere la rivincita a Bella, vediamo se il braccio sarà ancora così di ferro come una volta! Ahahah


Concludiamo con un video tutto su Emmett! Come per gli altri, lo trovate nella colonna di destra qui sul blog;)


lunedì 5 ottobre 2009

ospite d'onore...Alice Cullen!!

buon inizio settimana a tutti!!!

come avevamo accennato tempo fa ogni primo lunedi del mese avremo con noi un ospite d'onore che ci racconterà un pò la sua vita!

oggi ci è venuta a trovare proprio lei in persona! la mitica Alice!


Ciao Alice! Benvenuta tra noi e grazie per aver accettato di rilasciarci questa breve intervista.
Grazie a voi! Sono così emozionata! E’ una cosa tanto umana, è la prima volta che mi capita. So già quali sono le domande, e ho già le risposte più carine che mi siano venute in mente…vedrete non vi deluderò!

1. Allora iniziamo subito! Vuoi raccontarci qualcosa di te?
Certo! Quello che posso raccontarvi si riferisce solo alla mia vita da vampira, visto che non ho memoria di quella che ero da umana. Ho scoperto, in circostanze non troppo piacevoli, che mi trovavo in un manicomio. Anche allora avevo delle visioni o qualcosa di simile credo, e furono loro a farmi finire in quel posto.
In realtà è come se fossi nata vampira, è l’unica vita che conosco, anche se una vampira vegetariana.
Ho capito che era giusto che fossi così quando ho visto Carlisle e la sua famiglia in un futuro che man mano nella mia mente si faceva più chiaro di pari passo con la fermezza della mia decisione di raggiungerli. Ma non prima di aver recuperato lui…Jasper.
Da allora non ci siamo più separati, solo in un’occasione è successo ed è stato terribile.
Lo stesso con la famiglia, una volta entrati a farne parte, ovvero una volta diventati dei Cullen, è stato come esserne stati membri da sempre. Non ci sono segreti tra noi, nel bene e nel male, e questo ha contribuito a fortificare la nostra unione. In più ognuno di noi porta un pezzetto di sé nella famiglia, dando un suo contributo speciale. Ad esempio, io mi occupo personalmente del look dell’intera famiglia. E’ il mio modo di essere indispensabile, no? Quello che penso e faccio è solo per il bene delle persone che mi sono vicine. Se scelgo con cura i vestiti per tutta la famiglia e mi prendo particolare cura di Bella è solo perché ci tengo a loro, e sono sicura che il mio gusto in fatto di estetica possa giovare!
Rosalie e Esme mi aiutano, ma diciamo che il capo sono io; anche quando si tratta di organizzare feste o altro, per me è qualcosa di emozionante! Tutti i preparativi, che mi curo personalmente di definire con precisione certosina… fiori, candele, le adoro! Rendono l’ambiente più colorato, accogliente, caldo, profumato…ad una festa non possono mancare! Mi piace occuparmi dei dettagli, e non sono mai troppi! Ricordo il successo del matrimonio di Bella. Tutti ci hanno fatto i complimenti. Quella volta ci ho messo il massimo dell’impegno eheheh

2. Qual è il rapporto con gli altri fratelli, specialmente con Edward…sappiamo che tra voi c'è proprio un legame particolare…
Sì è così, è questo è dovuto molto ai nostri rispettivi poteri. Non ho mai saputo cosa volesse dire avere una famiglia fin quando non ho conosciuto Carlisle e i vampiri che vivevano con lui.
Sapevo da quando li avevo visti nella mia prima visione che sarebbe andato tutto bene.
Edward ed io saremmo andati d’accordo, ovviamente dopo che lui mi avesse ceduto la sua stanza, la più bella della casa. Non l’ha fatto di sua spontanea volontà, ma si è trovato davanti al fatto compiuto. Vi spiego meglio. Io e Jasper siamo arrivati da Carlisle, mentre Edward era fuori a caccia con Emmett. La sorpresa per loro era che io li conoscessi bene, pur non essendoci mai visti prima. Conoscevo esattamente la casa, quindi all’inizio erano perplessi. Ma è nella natura di Carlisle voler allargare la famiglia, se c’è qualcuno che vuole imitare il suo stesso stile di vita in fatto di alimentazione.
Dicevo, Edward si è visto togliere la camera; dopo qualche perplessità si è lasciato convincere. Dopotutto vedeva nella mente di Jasper e nella mia la nostra sincerità.
Con Edward è facile comunicare. Quando ho bisogno che lui comunichi con me, dando un’occhiata ad esempio ai pensieri di Jasper, quando siamo circondati da umani che per lui possono trasformarsi in dissetanti pranzetti, ho bisogno che mi avverta, ho bisogno che lo tenga sott’occhio, oltre a me certo. Allora ci basta un movimento della testa verso sinistra, un sopracciglio inarcato, un labbro stretto, per intenderci come se quelle fossero parole dette chiaramente ad alta voce.
Poi ci divertiamo nelle sfide a scacchi. Ahaha! Gli altri non capiscono che gusto ci sia a giocare 3-4 minuti, e senza fare una mossa. Ma noi le facciamo in realtà. Io vedo le mosse di entrambi nella mia mente e di rimando le vede anche Edward nella sua. Diciamo che il gioco è su un piano più mentale che fisico.
Poi ci sono Rosalie e Emmett, e li ho visti sempre come dei fratelli maggiori…lei con il suo carattere forte e autoritario, lui, come se fosse complementare a lei, col suo fare da bambino poco cresciuto. Credo che Rose sia stata gelosa quando è arrivata Bella, e non solo perché non comprendeva il desiderio di rinunciare ad essere umana che lei mai e poi mai avrebbe espresso, ma anche perché io ho accolto subito Bella come sorella, mi sono affezionata a lei sapendo sin dall’inizio come sarebbe stato il nostro rapporto. Eravamo state sempre io e Rose, 2 sorelle, poi per lei Bella divenne l’intrusa.

3. Ci parli del tuo rapporto con Jasper? Siete molto legati anche se non lo date proprio a vedere come Emmett e Rosalie?
E’ stato strano, mi è successo solo quella volta…vedevo le sue decisioni anche se allora non lo conoscevo e lui non conosceva me, almeno direttamente. Allora essere le due metà di una sola persona era per noi qualcosa che ci rendeva incompleti e solo inconsapevolmente sapevamo che ci mancava qualcosa…questo si manifestava sia in me che in lui nel desiderio di ricerca, nell’insoddisfazione delle giornate che scorrevano, nel tempo che trascorreva lasciandoci immutati e immutato restava il nostro senso di vuoto.
Quando lo vidi nella mia visione mi diede il sollievo a quella mancanza che sentivo e di cui non mi spiegavo il significato. Capire che era lui, lui la persona che cercavo è stato poi istantaneo. Le mie ricerche mi avevano condotto a quell’incontro e vedevo che per Jazz era lo stesso.
Allora vidi dove era diretto, non potevo aspettare ancora e lo raggiunsi. Sapevo come sarebbe stato il momento esatto in cui lo avrei incontrato, ma non potevo evitare di non sentirmi in ansia per l’attesa. Lo avrei visto presto, e felicità, sollievo e speranza avrebbero colmato entrambi. Il vuoto e la disperata ricerca, sia mia che sua, sarebbero finiti.
Ormai siamo sposati da quasi 100 anni e siamo uniti da un legame indissolubile, ancora di più di quanto si possa pensare, perché non è nato nel momento in cui ci siamo incontrati, ma esisteva da prima… da sempre.

4. E il tuo legame con Bella? Già prima di conoscerla sapevi che sareste diventate migliori amiche e che alla fine lei sarebbe entrata a far parte della famiglia…
Oh, Bella, la adoro! Sì, già prima di incontrarla sapevo che saremmo state ottime amiche!
Io ho sempre considerato la sua trasformazione come qualcosa di inevitabile, mentre Edward si ostinava a non voler vedere la realtà delle cose. Bella sarebbe entrata a far parte a tutti gli effetti della nostra famiglia…ricordo la volta in cui, durante il viaggio per Volterra, mi offrii di trasformarla io stessa se Edward non si fosse deciso. Poi non ci fu bisogno del mio intervento, le cose si sono evolute in modo piuttosto sorprendente… comunque non abbastanza per me, raramente qualcosa mi coglie di sorpresa.
Comunque io e Bella siamo sorelle, amiche, complici e non potrebbe essere altrimenti. A volte lei fa qualche capriccio quando a parer suo esagero nelle mie attenzioni, ma poi cede, sa che le voglio bene. Sto cercando col tempo di insegnarle e trasmetterle un po’ del senso estetico che è giusto avere, ma con scarsi risultati.
Pazienza, vuol dire ci sarà sempre bisogno dei miei consigli! eheheh


5. Riesci a prevedere il futuro...quanto questo potere influisce sulla tua vita sia in modo positivo che negativo?
Sarei diventata una selvaggia, ma come piace dire ad Edward e Carlisle, sono riuscita a sviluppare una coscienza. Dopo un po’ di tempo dalla mia nascita ho capito che doveva esserci un modo di vivere diverso…forse è stato in quel momento che ho cominciato a vedere nella mia mente le diverse possibilità che si dipanavano davanti a me. Ho scelto quella giusta e insieme a me ho portato Jasper ovviamente.
Quindi per le scelte a cui mi hanno portato le miei visioni non posso che essere grata del mio dono, penso abbia effetti solo positivi nella mia vita e non riuscirei a vivere diversamente senza.
Col tempo sono riuscita a svilupparlo anche meglio e mi sono resa conto di come le cose cambino in base alla più piccola decisione.
Ad esempio quando vedo che Jasper sta per cedere a scuola al passaggio di una studentessa troppo vicina a lui, nel momento stesso in cui dico che non succederà nulla di brutto, sono io stessa che decido che non accadrà! Infatti alle parole “Non farai niente di male, l’ho visto” Jasper cambia subito idea; seppur minimamente prima l’unica cosa nella sua mente fosse stata un omicidio o una cosa simile, beh, quelle parole sono magiche, cancellano tutto. Anche se si tratta di una piccola bugia, diventa all’istante verità, quindi non conta giusto?
Si gioca tutto su un sottile confine.
Anche quando Edward era confuso dopo aver conosciuto Bella, ricordo che ogni minima discussione in famiglia, ogni singolo consiglio, e poi ogni incontro con Bella cambiavano le cose. Il futuro era in una continua lotta, perché il vero conflitto era nel cuore e nella mente di Edward.
In questa, come in altre occasioni le mie visioni sono state una guida. Eccezione fanno gli avvenimenti che si sono succeduti quando i lupi e i mezzosangue sono entrati nella nostra vita. Come se sui miei occhi fosse caduto un velo persistente e nella mia testa un martello battesse senza sosta facendomi male, ero cieca. Non mi era mai successo ed era tanto fastidioso quanto snervante. Ormai so che quando non vedo più nulla, significa che c’è di mezzo un licantropo; è come sfruttare il mio potere all’inverso, sempre meglio che restare senza difese, no?

6. Parliamo di quando hai visto che i Volturi sarebbero arrivati per distruggere la vostra famiglia. Sei partita con Jasper alla ricerca di altri mezzosangue come Renesmee…quanto è stato difficile abbandonare tutti loro proprio nel momento di più crisi?
E’stata una situazione particolare. Sapevo che poi saremmo tornati, in ogni caso, sia che avessimo trovato Nahuel sia che non ci fossimo riusciti, ma decidere di fare tutto tenendo gli altri allo oscuro non è stato semplice.
Io ero sicura di quello che stavo facendo, ma vedevo che in una piccolissima parte della mente della mia famiglia si sarebbe insinuato il dubbio, seppur minimo, che davvero io e Jasper fossimo fuggiti via abbandonandoli. E’ normale…con una mente tanto spaziosa valuti pro e contro, semplicemente.
Per me davvero era diverso. Non sapevo come sarebbe andata la battaglia finale finchè non ho trovato il mezzosangue tanto simile a Renesmee. Durante il viaggio, sia all’andata che al ritorno, monitoravo con le mie visioni quello che stava accadendo a Forks secondo le scelte fatte dagli altri. In più dovevo concentrarmi per percepire la presenza di nostri simili e viaggiare sulla pista giusta per trovare quello che stavamo cercando. Non riesco a vedere i mezzosangue, quindi le ricerche sono state rallentate, per fortuna non abbastanza così allo scontro con i Volturi siamo arrivati in tempo.

7. Quando sei stata trasformata? In che modo James è implicato?
Non ricordo chi mi ha trasformato, né come ho già detto la mia vita umana. Il dolore per la trasformazione è il ricordo più vecchio e forse il più intenso, così come per tutti i vampiri.
La consapevolezza del dolore aumentava man mano che la mia mente in qualche modo guariva…da umana non ero del tutto cosciente di me.
Comunque, ho scoperto che a trasformarmi è stato un medico che si prendeva cura di me agli inizi del novecento. Il fatto che si fosse affezionato a me mi ha salvato 2 volte la vita: la prima perché fu lui, che era un vampiro, a rendere tale anche me e a sottrarmi a quella non-vita a cui ero condannata da umana; la seconda perché mi trasformò per non lasciarmi preda di James, un vampiro nomade, deciso a rendere me la sua successiva vittima.
James era un cacciatore, il cui unico scopo nella vita era inseguire ancor più che catturare, per il puro piacere di farlo, oltre che per nutrirsi.
Ho scoperto la verità sul mio passato per un incidente fortuito…insieme alla mia famiglia e Bella a Forks ho incontrato James, e proprio in quella occasione la storia si ripeté, almeno in parte: decise che Bella sarebbe stata la sua nuova preda, ma non fu necessario, come nel mio caso, trasformare lei per sbarazzarci di lui. E’ stata una delle tante occasioni in cui l’unione della famiglia ha avuto un importanza fondamentale.


Bene Alice, abbiamo concluso! Grazie per il tuo tempo e per esserti confidata con noi!
Oh, è stata un’intervista deliziosa e mi sono divertita molto! Grazie a voi!


è stata davvero molto carina!e per ringraziarla del tempo che ci ha dedicato ecco a voi un video che abbiamo realizzato tutto dedicato a lei!!

se volete leggere le altre interviste che Bella, Edward e Jacob ci hanno rilasciato, le trovate direttamente qui!

lo staff twilightersicule!

lunedì 20 luglio 2009

JACOB BLACK

Buonaseraaa a tutti!
Continuano le nostre interviste ai personaggi della saga di zia Steph e stasera, dopo Edward e Bella, completiamo il bel trio con Jacob!
E anche per lui un video con tante immagini ;)


Buona lettura!
Chiara, Giusy e Kiara;*


Bentrovati ancora una volta con le nostre interviste. Quest’oggi il nostro ospite non è proprio quello che si può chiamare un vampiro, ma ormai è uno di famiglia.
Oggi l’intervista è al lupo dal pelo color ruggine Jacob Black!

Ciao Jacob! Grazie per essere qui con noi, tutto bene? Ti senti pronto?

Ciao! Sì grazie tutto bene, e si sono prontissimo, spara!
Non in senso letterale eh?!
Comunque…mmm…chissà se un proiettile sparato dritto nella tempia mi ucciderebbe, o se invece combinerebbe un gran casino che poi, per giunta, mi toccherebbe pulire? Ahah
Non fateci caso…via con le domande!!!


1. Bene! Allora partiamo subito dall’inizio. Eri un semplice ragazzo, poi improvvisamente qualcosa è cambiato, qualcosa che era radicato nelle tue origini ha sconvolto la tua vita e a poco a poco anche quella dei tuoi amici.
Parlaci di come hai vissuto fin dall’inizio l’essere un licantropo.

Come hai già detto l’essere licantropo è qualcosa che è stata sempre insita in noi, siamo parte delle nostre leggende. Io sono nato sentendo sempre i vecchi racconti, ma non ci avevo mai creduto, anzi ne avevo riso. A poco a poco però le cose intorno a me e agli altri ragazzi della tribù cambiavano, sia io che i miei amici non sapevamo che cosa fosse effettivamente.
All’inizio esisteva quella che per noi era una sorta di setta, quella di Sam, ed allora la cosa mi spaventava perché molti miei amici si allontanavano da me seguendolo… non sapevo cosa facessero Sam e i suoi seguaci.
In seguito fu il turno del mio amico Embry di entrare nel club dei mostri e poi anch’io; cominciai a non sentirmi bene, all’inizio credevo fosse un semplice raffreddore. Ma passavano le giornate e stavo sempre peggio…cavolo, non sono mai stato tanto male in vita mia! E per di più dovevo sorbirmi la faccia di mio padre, mi guardava e mi parlava tranquillo, come se lui fosse quasi felice…poi capii il perché.
A trasformazione completata il mio corpo era totalmente cambiato, nei mesi prima avevo messo su parecchi muscoli, ma mi sembrava di essere ancora più grosso, in più sulla mia pelle si poteva davvero friggere un uovo tanto calda era diventato il mio corpo!
Capii tutto grazie alle spiegazioni di mio padre e poi di Sam. Allora con lui mi chiarii, ma il problema che nasceva era un altro. Come potevo spiegare a Bella chi ero senza svelare il segreto del branco e senza farla soffrire o metterla in pericolo? E come potevo sperare che dopo aver saputo la verità mi volesse ancora bene? Inoltre ogni volta che le stavo accanto dovevo stare attento a ciò che facevo, a calmarmi in tempo e non perdere le staffe se non volevo farle del male!
Vi spiego com’è la trasformazione…ormai sono un esperto!
Una scarica di fuoco mi fa vibrare la spina dorsale e diffonde spasmi acuti fino alle braccia e alle gambe. Dura un attimo. Il calore m'invade e sento il fremito silenzioso che mi muta in qualcos'altro. Affondo le zampe per terra e distendo la schiena con un movimento ampio e dondolante e la trasformazione è compiuta. E’ un gioco da ragazzi quando sono concentrato.
Una volta trasformati possiamo mantenere il controllo normalmente, il problema è che quando decidiamo di cambiare sembianze è come se esplodessimo nel corpo di lupo con forza.
E’ stato proprio durante una trasformazione che Sam ferì Emily…ancora leggo nella sua mente lo sconforto ogni volta che guarda le cicatrici del volto di lei.
Questa è stata la cosa peggiore, per il resto essere un licantropo è sempre stato fortissimo… velocità, forza, guarigione istantanea, il senso della famiglia e del branco, cose da licantropo insomma… (sorride)
A volte penso che sarebbe divertente imbucarsi a una gara, ai trial olimpici o a una cosa del genere. Sarebbe fico osservare le espressioni sui volti degli atleti famosi mentre gli saetto accanto. Solo che sono praticamente certo che i test per verificare che non prendo steroidi rivelerebbero la presenza di chissà quale porcheria nel mio sangue!


2. A proposito di cose da licantropi, puoi spiegarci come funziona l’imprinting? Di cosa si tratta e cosa è successo con Bella?

Bé l’imprinting è un’altra robaccia da licantropi, anche questa all’inizio pensavamo fosse una leggenda, ma ormai sappiamo che le nostre leggende sono realtà.
Per dirla in poche parole, lo so è strano, è il modo in cui noi troviamo le nostre compagne, le nostre anime gemelle. E’ come un colpo di fulmine mille volte più potente, è inspiegabile ma assoluto, o quasi.
Con Bella innamorarmi fu molto facile, fin dalla prima volta in cui l’avevo vista mi era piaciuta, ma soprattutto in quei momenti passati al garage ci eravamo avvicinati moltissimo.
In realtà io sapevo che nella sua mente c’era qualcun altro e che molto probabilmente io non potevo competere, ma continuavo a sperare…sperare che lei si rendesse conto che ero io quello giusto.
Io sapevo di piacerle, dovevo solo avere pazienza e avrebbe ceduto.
Nel mio caso non ho avuto l’imprinting con Bella, ma il nostro legame era ancora più profondo di quanto potessimo immaginare…mi riferisco a Nessie.
Ricordo la prima volta che la vidi.
Stavo per trasformarmi, desideravo distruggere chi credevo avesse ucciso Bella.
Ma in quel momento il mio tremore si fermò all'improvviso e fui invaso da un calore più intenso, nuovo. Che non bruciava. Splendeva. Tutto si sciolse dentro di me e rimasi immobile davanti al visetto di porcellana della bambina, metà vampira, metà umana.
Tutti i lacci che mi stringevano alla vita si spezzarono in un attimo, come lo spago di un grappolo di palloncini. Tutto ciò che mi rendeva ciò che ero - l'amore per la ragazza morta al piano di sopra, l'amore per mio padre, la fedeltà al mio nuovo branco, l'affetto per gli altri miei fratelli, l'odio per i miei nemici, per la mia casa, per il mio nome, per me stesso - si staccò da me in quell'istante - zac, zac, zac - e fluttuò nello spazio.
Ma non andai alla deriva. Un nuovo laccio mi tratteneva dov'ero.
Non uno: un milione. Non di corda, ma d'acciaio. Un milione di cavi d'acciaio che mi legavano a una cosa sola; al centro esatto dell'universo. Finalmente capii che l'universo ruotava attorno a quel punto. Non avevo mai colto la simmetria dell'universo, che adesso mi era chiara.
Ora non era più la forza di gravità a imbrigliarmi.
Era la bambina. Renesmee.


3. Adesso hai un branco tutto tuo. Spiegaci, cosa significa essere alfa, quindi un vero capo per i lupi che ti sono fedeli?

Sono stati i miei avi a scegliere il mio destino, è a causa loro che sono destinato ad essere un capo, come lo sono stati loro prima di me nella mia tribù.
Non accettai subito questa responsabilità… finchè era Sam a prendersene carico andava tutto bene, nonostante i suoi editti a volte mi pesassero. Non potevo disobbedirgli finchè riconoscevo la sua autorità nel branco. Fu quando lo abbandonai che automaticamente accettai la carica che mi spettava per diritto di nascita, inconsciamente a dire la verità, perché ancora all’inizio la rifiutavo con tutte le mie forze. Non volevo un branco da comandare…non piaceva a me essere comandato, figuriamoci impartire ordini io stesso! Non volevo responsabilità, dovevo essere io da solo con le mie scelte e le dirette conseguenze da subire da solo.
Ma quel moccioso di Seth non ne voleva sapere…mi seguiva come un cagnolino…fa ridere detto proprio da me! Ahah
Lui e la sua malsana adorazione per Edward! Sapevo che avrebbe voluto proteggere i Cullen perché gli erano simpatici, perché credeva nella possibilità che licantropi e vampiri potessero convivere.
A Seth potevo comunque sopravvivere…ma Leah! Che ragazza insopportabile, arrogante e testarda!
Ci leggevamo nelle menti purtroppo e avere sempre in testa la sua rabbia e il suo risentimento verso la vita…faceva stare male tutti nel branco! In più lei odiava i Cullen a differenza del fratello…lasciare il branco di Sam per lei era stata una liberazione. Non lo abbandonava per stare con Seth e me o per proteggere Bella e i vampiri, ma solo per non avere più Sam nella testa e viceversa!
Sapete, lei prima era fidanzata con Sam che invece ha avuto l’imprinting con Emily…capisco un po’ quale fastidio avesse a stare nel suo branco, ma l’aveva presa troppo male.
Comunque ammetto che mi pesava non avere gli amici di sempre con me…Embry, Quil, Jared, anche Paul alla fine, visto che sarebbe diventato presto mio cognato dopo il matrimonio con mia sorella Rachel. La sistemazione di adesso ci permette di essere tutti uniti, anche se io e Sam abbiamo due branchi diversi. Siamo entrambi alfa e proteggiamo lo stesso territorio e tutto per la nostra tribù. Così è molto meglio, possiamo essere tutti amici come un tempo!


4. Il tuo amore per Bella ti ha inevitabilmente portato ad intensificare ancora di più il tuo odio per Edward, come se già non bastasse l’essere nemici mortali a causa delle vostre diverse nature. Raccontaci com’è stato in passato e di come sono invece i rapporti ora.

E’ per alcuni aspetti difficile rispondere a questa domanda, Edward è un succhiasangue! Ops…volevo dire un vampiro…ancora mi scappa qualche volta!
Credo sia stato questo il fulcro di tutto: i licantropi e i vampiri sono da sempre nemici, è nel nostro DNA…lui non poteva piacermi.
E come se non bastasse, molto spesso tra noi i problemi personali erano ancora più forti di quelli legati alle leggi naturali.
Lui aveva l’unica persona che amavo…la mia Bella tra le grinfie di un fetido succhiasangue…non era concepibile.
Quando lui l’aveva lasciata io l’avevo consolata, l’avevo tenuta tra le mie braccia, perché doveva uscire dallo stato in cui lui l’aveva fatta cadere andandosene, altrimenti sarebbe stata perduta.
Con lei avevo passato la maggior parte dei miei pomeriggi e poi, dopo tutto quello che ero riuscito a costruire per il mio rapporto con Bella, non potevo credere che il ritorno di Edward bastasse a farla tornare da lui…non ci credevo e soprattutto non potevo permetterlo.
Edward diventò inevitabilmente il mio unico e solo nemico, colui che voleva tenermi lontano la mia dolce metà.
Ci pensavo spesso…solo IO e LUI e che vinca il migliore! Ma lo scontro diretto tra noi non è mai capitato.
Il colpo di grazia per me arrivò quando scoprì del loro matrimonio… lo stava sposando…e che potevo fare se non fuggire. Passai molti mesi lontano da casa…soffrendo…cercai di essere più lupo che uomo, ma a volte i pensieri andavano a lei senza che avessi scelta.
Dovetti guardare in faccia la realtà e non fu affatto facile, era una sua scelta…“tu non puoi farci niente Jacob, arrenditi!” mi dicevo…e decisi di tornare per il matrimonio.
Ma ripetermi queste parole non servì a molto, mi infuriai terribilmente quando Bella mi disse cosa aveva intenzione di fare per la sua luna di miele. Fu un momento orribile, tutto il matrimonio mi sembrò uno scherzo di pessimo gusto. Ero così offuscato dalla rabbia da non riuscire a dominare il mio corpo. Mi sentivo in trappola, tremavo e bruciavo, ma non ero in grado di trasformarmi per ammazzare il mostro che stava a pochi passi da me. Ero andato nel pallone. Morivo dalla voglia di ucciderlo e, insieme, dal timore di fare del male a Bella. Mi fermarono i miei amici e poi una volta trasformato fu l’editto dell’alfa a bloccarmi.
Peggio fu quando tornarono e credevo di ritrovarmi davanti Bella in versione vampira…non più la mia Bella. Invece Edward le aveva di nuovo fatto del male mettendola incinta…ricordo il tormento nel volto di lui e la sua disperata richiesta di aiuto…fu la prima volta che provai pena per quel vampiro.
Strano a dirsi, cominciai a passare parecchio tempo nella casa puzzolente dei sanguisuga, sia prima e ancora di più dopo la nascita di Nessie. Forse è stato il tempo a farmi abituare alla loro presenza. Storica la nostra alleanza contro un nemico più grande di noi e tutto per il bene di Nessie.


5. Proprio di Renesmee, il tuo imprinting, vogliamo chiederti qual è stata la reazione di Bella quando lo ha saputo?

Ma certo, è in un certo senso la parte che preferisco!
La storia in realtà è stramba come al solito…una vita normale troppo noiosa eh? (ride)
Allora, all’inizio io odiavo profondamente quella creatura che stava succhiando via la vita a Bella, portandola lentamente alla morte. In più era il figlio di Edward, ma a questo cercavo sempre di non pensare e soprattutto cercavo di non pensare a quello che sarebbe potuto accadere dopo, che fosse la morte o la trasformazione di Bella, in entrambi i casi un gran casino!
Vi ho già detto del mio imprinting, come fu qualcosa di assoluto, prorompente, incontrollabile.
Per me fu subito chiara la situazione: Renesmee, lei e solo lei contava. Non importavano gli sguardi degli altri vampiri attorno a me che non capivano il senso dei miei sentimenti. Spiegarglielo non avrebbe reso l’intensità di ciò che sentivo.
In attesa che Bella si riprendesse dopo che Edward le aveva iniettato il veleno e quindi aspettando la sua trasformazione io e la vampira bionda non facevamo che litigarci Nessie. In realtà tutti quanti volevano tenerla, ma alla fine lo scontro era tra me e miss sanguisuga.
Comunque, alla fine Bella si riprese e subito verificai la sua resistenza. Non potevo permetterle, seppur sua madre, di avvicinarle Nessie se ci fosse stato anche il minimo rischio.
Ahah ne pagai le conseguenze…Bella capii subito cosa era successo. Cavolo come si infuriò!
Si arrabbiò tanto che cercò anche di aggredirmi! Chi l’avrebbe mai detto, Bella pericolosa! Ahah
Forse quella volta esagerai anch’io, non usai le parole giuste…a lei ne venne in mente solo una: “GENERO”… e la rabbia le esplose in corpo! Ahah


6. Siamo quasi giunti alla fine, ma volevamo proprio farti un’ultima domanda. Com’è vivere insieme ai Cullen adesso? Com’è la convivenza con un intero clan di vampiri per un licantropo? Ora Edward è tuo suocero no?

Ecco dipende…intendi se riusciamo a stare insieme senza ucciderci l’un l’altro? Allora la risposta è sì, ci riusciamo! Per il resto siamo sempre licantropi e vampiri, non ci si può aspettare molto.
A parte gli scherzi ora, come ho già detto i rapporti con i Cullen sono certamente migliorati, soprattutto grazie a Nessie è più facile. Se non fosse per la bionda e per la puzza forse sarebbero quasi perfetti…comunque non sarà certo questo ad allontanarmi…credo che ormai niente potrebbe tenermi lontano da Nessie!
Poi ora siamo quasi parenti ahah
Intanto sono bandite le parole genero, suocero e cose così…basta pronunciarle che subito mi ritrovo con qualcosa di rotto o sanguinante! Ahah
Guarisco in fretta, ma sai, per me i vampiri sono pur sempre velenosi.
Però devo ammetterlo, Edward mi ha stupito una volta…ricordo quando i succhiasangue reali sono venuti al gran completo qui a trovarci, pronti a farci fuori tutti…(sé, come no! Gli sarebbe piaciuto!) ed è stata quella volta che Edward mi ha dato fiducia affidandomi Nessie. Ovvio che non avrei permesso che qualcuno la proteggesse al posto mio, ma in quel momento mi sono sentito parte di una nuova famiglia allargata. E con lui ormai eravamo uniti, ne avevamo passate troppe insieme…
Ma basta con le smancerie, se Edward mi sente si monta la testa…già basta il fatto che mi frughi sempre nella testa!
Edward ah!…ma prima o poi un bello scontro non ce lo toglierà nessuno!
Il vampiro, quello grosso…come si chiama…Emmett, ce lo propone sempre! Si diverte con queste cose e penso che anche noi ci divertiremmo molto! Ahah


Bene abbiamo concluso…

Grazie, mi sono davvero divertito in questa chiacchierata.
Aspettate… per salutarci vi racconto una barzelletta che ne dite?... ovviamente sulle bionde! E ovviamente la dedico alla mia vampira preferita, Rosalie! Ahah
<>
Ahahah


Ma ringraziamo noi Jacob Black per essere stato con noi ed essere stato così simpatico e gentile rispondendo alle nostre domande e dedicandoci parte del suo tempo.
Al prossimo ospite.

lunedì 6 luglio 2009

BELLA SWAN CULLEN

Buongiorno! e buon inizio di settimana a tutti!
Oggi ritorniamo con la nostra consueta rubrica bisettimanale del lunedì "Intervista col vampiro" e dopo aver intervistato il nostro amato Edward Cullen, volete sapere chi è il prossimo?! Bene, si tratta della sua dolce metà.
L'ospite di oggi è infatti l'ex umana, trasformata di recente in vampira, più invidiata del mondo, che ha risposto a tutte le nostre domande, raccontandoci della sua vita. E per l'occasione abbiamo realizzato un video tutto per lei...

Ma ora la parola a Bella Swan Cullen!
Morsetti
Kiara, Chiara e Giusy :)



1. Ciao Bella! Allora cominciamo dal principio…parlaci di Forks e Phoenix, come è stato cambiare città? Raccontaci anche di Charlie e Renée, quali lati del loro carattere si rispecchiano in te?

Ciao! Sì, vi racconterò come sono andate le cose, partendo proprio dal momento in cui tutto è cominciato.
Ero in macchina nel tragitto dall’aeroporto di Seattle fino a Forks e pensavo a come sarebbe stato impossibile essere felice in quel piovoso e sperduto luogo, non sapevo che di lì a poco la mia vita sarebbe stata completamente stravolta...ha preso una strada che non avrei mai immaginato…
La gabbia di nubi non mi pesa più come un tempo, ho fatto l’abitudine con le condizioni da rispettare per vivere senza essere scoperti.
Allora a Forks stavo andando in esilio, una decisione che avevo preso volontariamente e con grande disgusto. Detestavo Forks. Amavo Phoenix. Amavo il sole e il caldo soffocante. Amavo quella città energica e caotica. Ma ben presto me ne dimenticai, anzi, la mia vita si trasformò così in fretta e così drasticamente che non ebbi il tempo di pensare al passato, ma solo seguire il presente e l’oscuro futuro che incalzavano.
Allora mi sentivo un po’ in colpa ad abbandonare mia madre, cosi tenera, sven­tata, imprevedibile. Andavo a vivere a Forks per la felicità dei miei genitori. Mia madre così poteva stare con Phil, lui si sarebbe preso cura di lei.
Non sono mai stata brava con le persone della mia età…mia madre mi diceva sempre che ero la sua piccola figlia quarantenne…in effetti fra di noi, sembravo io quella responsabile.
Charlie, mio padre era contento che per la prima volta fossi io, di mia spontanea volontà, ad andare a trovarlo e a voler restare per un po’ di tempo con lui. Piuttosto simili di carattere, non particolarmente eloquenti, insieme stavamo bene. Era un po’ come se abitassi da sola, Charlie col suo lavoro stava spesso fuori casa, o comunque anche quando c’era la nostra era una convivenza tranquilla. Ricordo tutte le volte che Edward veniva a trovarmi e non si faceva mai scoprire…se Charlie nella notte si svegliava era perché ero stata io a fare troppo rumore!


2. Quando hai lasciato Phoenix per andare a Forks sapevi che la tua vita sarebbe di certo cambiata...ma avresti mai pensato così in meglio?

Ogni tanto mi chiedevo se i miei occhi e quelli del resto del mondo vedessero le stesse cose. Forse il mio cervello era difettoso. A Forks ne ebbi la conferma. Edward mi ripeteva che reagivo sempre nel modo sbagliato, perché quello corretto mi avrebbe portato mille miglia lontana da lui. Ma come potevo trovarlo spaventoso, quando un suo sguardo mi faceva diventare le ginocchia molli, mi bloccava il respiro e mi faceva andare il cuore a mille? Era la creatura più bella che avessi mai visto, tutti i Cullen con la loro bellezza ultraterrena mi affascinavano. Più che paura, il mio era timore dinanzi a tanta perfezione. Avrei dovuto capire subito chi mi trovavo davanti. Quelli che sembravano angeli caduti sulla terra non potevano essere comuni mortali e di certo sarebbe stato alquanto strano che il più bell’angelo si innamorasse proprio di me, una ragazza completamente normale! Eppure è successo, senza che realmente noi due avessimo scelta. Il nostro legame è stato da subito qualcosa di inevitabile, l’attrazione dell’uno verso l’altra incontrollabile.
Non importava che le nostre vite fossero entrambe in pericolo, dovevamo stare insieme.
Secondo Edward la mia sfortuna e il mio innato talento nell’attirare le disgrazie mi avevano condotta a lui. Io non ne ero così sicura…incontrarlo era stata la mia unica fortuna.
Quando abbiamo rischiato in più occasioni di scontrarci con i Volturi ho avuto paura che di nuovo la mia malasorte l’avesse vinta, che mi svegliasse da più bello dei sogni. Allora ho creduto che la mia sfida personale col soprannaturale fosse persa in partenza.
L’affetto che nutri per le persone che ti sono vicine è un lusso che non puoi permetterti quando tu stessa non puoi nulla per salvarle, quando esistono forze crudeli che potrebbero distruggere tutti e te con loro. Ho avuto paura di perdere tutto. Se la vita ti offre un so­gno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentar­si perché alla fine si conclude, ma perdere tutto a causa dei Volturi non era la giusta conclusione. E il destino mi ha dato ragione.


3. Parlaci del legame che teneva uniti te e Jacob.

Faccio un passo indietro a quando la mia vita era solo quella di una diciottenne che credeva nell’amore. Quello di allora non era lo stesso amore di adesso, lo so.
Ora lo capisco, il mio amore per Edward era la dipendenza di cui non potevo e non posso fare a meno, perché le nostre vite erano e sono fili intrecciati…tagliane uno e li recidi entrambi. Jacob era andato via tante volte ma era sempre tornato. Mi sono sempre approfittata di lui, inconsapevolmente, gli facevo del male, da egoista lo tenevo aggrappato a me e alla mia indecisione e alle incertezze legate al mio futuro. Lui voleva solo me, io volevo lui ma non nello stesso modo e comunque non abbastanza.
Adesso so che il mio desiderio di stargli vicino era dovuto a Renesmee, incredibilmente sin da allora dovevano “stare insieme”…come se il nostro futuro fosse stato scritto dal principio…un’altra delle follie della nostra vita!
Eppure la mia attrazione per Jake e la sua per me svanirono alla nascita di mia figlia, insieme alle incertezze che mi tenevano legate alla mia vita umana e alla confusione di sentimenti di un tempo. Jacob è e resterà sempre il mio migliore amico…e devo dire anche mio possibile futuro genero.
Che orrore questa parola a pochi giorni dalla nascita di Renesmee!


4. A proposito di Renesmee. Come hai vissuto la gravidanza?

All’inizio fu inaspettato e difficile, vedevo Edward spaventato…era una delle poche volte in cui inaspettatamente non sapeva cosa fare, era disperato…aveva paura e come dargli torto? Ero anch’io totalmente preda del terrore, ma era diverso…temevo per il mio bambino.
Come potevo lasciare il mio piccolo bambino, come potevo permettere a Edward di non farlo nascere…a me non importava cosa sarebbe successo, doveva vivere…comunque ero sicura che ce l’avremmo fatta insieme.
Ricordo le sofferenze prima del parto in modo offuscato…le pene reali furono quelle della trasformazione, mi fecero desiderare di avere cento volte le costole rotte, le gambe fratturate. Ma quel fuoco che nasceva dalla gola fino al petto, lungo le braccia giù alle mani, sulle gambe fino alle dita dei piedi, era davvero insostenibile, volevo strapparmi il cuore dal petto pur di farlo terminare, ricordo che non desideravo che morire. L’unico modo di resistere mentre sangue e veleno bruciavano nelle vene fu aggrapparmi con tutte le forze alle persone che aspettavano me, che mi amavano…Edward, lui che sempre sarebbe stato al mio fianco non aveva bisogno di soffrire con me. Almeno in questo potevo: resistere…mi aggrappavo a lui, e ancora non era sufficiente…aggrapparmi al desiderio di vedere di nuovo il viso bellissimo della mia piccola brontolona, Renesmee, fu anche questo che non mi fece arrendere.
Come poteva esistere un amore ancora più intenso, forte, viscerale, come il mio per Edward? Non credevo che avere un figlio significasse questo. Contro avversari impossibili fai di tutto pur di salvarlo, trovi il coraggio nella disperazione ed una tale forza…proteggere le persona che ami diventa un istinto naturale, ancor più se non ti puoi permettere di perdere chi difendi…
Da umana a vampira e madre…due vite completamente diverse, legate solo dal mio amore per Edward, in continua crescita…adesso capisco quando Edward parlando del mio amore e del suo paragonava il mio ad un alberello e il suo ad una foresta intera.
Nello spazio infinito della mia mente ora prende posto la mia devozione per lui e Renesmee.
Ed ecco l’infinito spalancarsi davanti a noi, con un inizio tanto lontano da appartenere ad un’altra vita, e senza una fine, almeno finché resteremo insieme.


5. Come hai reagito quando sei venuta a conoscenza dell’imprinting tra Renesmee e Jacob?

Per gli altri penso che sia stato molto divertente vedermi adirata avventarmi contro Jacob! Soprattutto per Emmett! Ricordo che con qualcuno scommise su come mi sarei comportata! Ahah
Ma dire che ero furiosa significa sminuire davvero tutta l’ira e la rabbia che avevo addosso in quel momento! Avrei voluto farlo a pezzi, disintegrarlo…vedevo la mia bimba ancora neonata, piccola e indifesa e vedevo Jacob che la venerava…la fissava come un cieco che vede il sole per la prima volta.
Ovviamente in una parte molto nascosta del mio cervello sapevo che lui avrebbe messo la felicità di Renesmee sempre al primo posto, ma quando seppi dell’imprinting ero cosi accecata dalla rabbia che non riuscivo a riflettere con lucidità….tutto quello che riuscivo a pensare era: “com’è possibile che abbia avuto l’imprinting con mia figlia?? Con mia figlia!!!”
Ma il problema maggiore era: come potevo sopportare che lei appartenesse a Jacob quando a malapena sentivo che apparteneva a me?
A peggiorare ulteriormente le cose, Edward non riusciva a smettere di sorridere compiaciuto. Sapevo che Jacob non meritava la mia reazione esagerata, ma era chiaro che Edward ci trovava una qualche soddisfazione. Forse anche lui avrebbe voluto essere un neonato, per poter dare sfogo fisico alla sua irritazione verso Jacob.


6. Parlaci un pò del periodo che hai passato senza Edward...è stato sicuramente un momento difficile...

Tutte le mie insicurezze…sapevo che in confronto a lui io ero insignificante, che dinanzi alla sua bellezza io scomparivo…ed era lì nel bosco che mi diceva tutte le parole che dentro di me le paure mi avevano sempre sussurrato…in quel momento diventavano grida, assordanti, perché si trasformavano in verità pronunciate dalla sua bocca.
Furono le mie insicurezze a farmi credere alle sue parole, alle sue bugie.
Col fiato corto, le gambe tremanti, il corpo insensibile dal collo in giù…ero intrappolata nel peggiore degli incubi e anche se avessi provato a uscirne non ci sarei riuscita…Edward era lì, impassibile, e nel topazio congelato dei suoi occhi non riuscivo a trovare nessuna incertezza. Mi diceva che non mi voleva più, che non ero la persona giusta per lui…mi stava dicendo addio…ed io che avrei fatto per tenerlo lì?
Allora non credevo che Edward potesse amarmi, perchè io stessa non mi sentivo all’altezza del suo amore…allora credere alle sue parole fu inevitabile. Un colpo netto, e la voragine nel petto mi squarciò. Nei mesi successivi sanguinava e mi straziava conducendomi ad una lenta fine.
Anzi all’inizio fu anche peggio…come puoi vivere quando l’unica tua ragione di vita smette di esistere, come puoi continuare a voler vivere se l’unica persona che conta davvero non ti vuole più… Non avevo né la forza né la volontà di reagire, ero in un limbo e non sapevo come uscirne, come reagire, ero totalmente disorientata. E poi capii che tra le sofferenze e il nulla era meglio il nulla…ero assente. Assente per tutti quelli che mi stavano accanto, perché era come se avessi perduto persino me stessa. Non c’ero più. Fu così per molti mesi.
Poi Jacob…fu come vedere il sole dopo un’eterna notte di luna nuova, ma un sole così caldo…il suo calore mi svegliava dal torpore, mi dava quel sollievo che non sentivo da tanto.
Era Jake che dissolveva le nubi che avvolgevano la mia mente, mi portava fuori da quell’offuscamento che mi aveva accompagnato i mesi precedenti. E lo faceva semplicemente standomi accanto. Le nostre giornate passate al garage, le passeggiate alla spiaggia.
La disperazione di quel momento forse mi faceva desiderare la sua compagnia e mi bendava gli occhi, perché non vedevo in che modo i sentimenti di Jacob man mano crescevano. E forse non volevo realmente credere a quelli che nascevano anche dentro di me. Ripetere a me e a lui che la nostra era una semplice amicizia non è servito a cancellare quelli che erano i miei veri sentimenti…io amavo Jacob. Era la mia anima gemella, in quel mondo, e lo sarebbe rimasto, se a metterlo in ombra non fosse arrivato qualcosa di più forte, di così forte da non poter esistere in un mondo razionale.
Sì, Edward oscurava tutto il resto…non riuscivo a trovare nulla di più importante di lui.
Comunque la felicità della mia vita di adesso cancella tutte le sofferenze del passato. Ora sono sempre di umore euforico. Le giornate non sono mai abbastanza lunghe da consentirmi di fare il pieno d'adorazione per mia figlia e le notti sempre troppo corte per appagare il mio bisogno di Edward. Non avrei mai immaginato che questa mia nuova vita mi regalasse questo stato d'estasi permanente.


7. Sicuramente l’amore che lega te a Edward è fortissimo e non ci sono dubbi in proposito…ma all’inizio, per la prima volta cosa ti ha attirato verso il tenebroso ed enigmatico Edward Cullen?

Ecco, credo che all’inizio sia proprio stato il suo essere tenebroso ad avermi affascinata e catturata.…ho capito che la sua era una maschera, che in realtà nascondeva qualcosa.
In più fin da subito era stato il mio eroe, mi aveva salvato, e nonostante le sue parole per allontanarmi, nonostante io stessa a volte non trovassi un senso ai miei pensieri, non riuscivo a togliermi dalla testa il suo sguardo, il suo modo di parlare, il suo sorriso sghembo…dovevo scoprire a tutti i costi cosa nascondeva e perché.
Pensavo a lui sempre più, e poi a scuola me lo trovavo continuamente intorno…poi arrivai a scoprire cosa nascondeva.
Edward era un vampiro…possibile?
Era possibile che il ragazzo di cui mi ero innamorata per la prima volta fosse un vampiro?
Ancor prima che mi potessi rendere conto davvero della situazione, dovetti fare i conti con la realtà…non mi interessava, poteva anche essere il peggiore degli assassini, non mi importava… ero incondizionatamente innamorata. E non perché fosse bello o ricco! Meglio se non lo fosse stato. Lui era la persona più adorabile, generosa, brillante e onesta che avessi mai incontrato. Lo amavo, certo.
A volte i momenti nella nostra storia sono anche stati difficili, probabilmente anche colpa della sua testardaggine e delle mie continue insicurezze…ricordo ancora con tristezza il periodo in cui se ne andò o la mia iniziale profonda incredulità e in seguito paura, quando mi chiese di sposarlo ma alla fine tutto è andato per il meglio e ad oggi non rinnego niente del nostro amore e del nostro passato, avrei dato subito la vita, o l’anima, a dispetto dell’ostinazione di Edward, pur di poter vivere tutta la vita con lui…e alla fine ho avuto ciò che volevo, ciò che volevamo entrambi.


8. Ma continua a parlarci del tuo amore per Edward.

Non mi aspettavo che ricordare sarebbe stato così complicato. Come provare a sbirciare nel fango.
Subito dopo la trasformazione mi accorsi che non volevo dimenticare neanche un minuto trascorso con Edward, neppure in quell’istante in cui di fronte a noi si dispiegava l'eternità. Dovevo assicurarmi che i ricordi umani si cementassero nella mia infallibile mente di vampira. E così è stato, per questo posso parlarvene.
Le emozioni che sento adesso sono molto più forti di quelle a cui ero abituata da umana, tanto che è difficile soffermarmi su un solo pensiero alla volta, malgrado una mente molto più spaziosa.
Soprattutto all’inizio ogni nuova sensazione mi sopraffaceva. Al mondo non esisteva altro che Edward, le sue braccia attorno alla mia vita, il suo alito dolce sul mio viso, le sue labbra a sfiorare le mie: nulla poteva distrarmi da lui, e poco importava che fossi una neonata…anche adesso che è passato un po’ di tempo, mi stupisco di come in realtà le mie reazioni restino le stesse.
Il tempo trascorso con Edward sull'isola Esme aveva rappresentato il culmine della mia vita da umana. Il meglio del meglio. Tanto che mi ero sentita pronta a protrarre il tempo da umana, pur di prolungare quei momenti con lui. Ma avrei dovuto immaginare che da vampira tutto sarebbe stato ancora meglio, anzi una volta trasformata rimasi sconvolta nel rendermi conto di ciò che mi ero persa fino a quel momento.
Il calore, la morbidezza della pelle, il profumo... io non ho perso nessuna di queste sensazioni…continuo a sentire l’odore del respiro di Edward e a restarne incantata come un tempo, vedo la perfezione del suo corpo e sapere che è tutto mio mi rende la persona più ricca del mondo.
Come se ogni volta fosse la prima, il tocco della sua pelle, delle labbra, delle mani, affonda nella mia pelle, ora dura e liscia, fino alle ossa. Fino al centro del mio corpo.
Lo amo più di prima e non lo avrei mai immaginato. La mia vecchia mente non sarebbe mai riuscita a contenere tutto quest'amore. Il mio vecchio cuore non avrebbe mai avuto la forza necessaria a sopportarlo. Ho ancora il dubbio che tra le mie abilità speciali, oltre allo scudo protettivo, sia compreso il mio sconfinato amore per Edward…amarlo come nessuno nella storia del mondo ha mai amato nessun altro…


Bene abbiamo concluso.
Grazie Bella per il tempo che ci hai regalato e per averci raccontato della tua famiglia e di te.

sabato 20 giugno 2009

Edward Cullen

TANTI AUGURI EDWARD!!!!!!! Festeggiamo oggi il 108esimo compleanno del nostro vampiro preferito!!!
Abbiamo fatto un piccolo video per lui che anche la gazzetta di Forks ha inserito nel suo articolo di oggi


e in più una sorpresa…
Inauguriamo la nuova rubrica “Intervista col vampiro”!!!
Enjoy!
Kiara e Giusy;*


Bentrovati . Oggi siamo qui per la prima di una lunga serie di interviste. L’ospite speciale di oggi è il vampiro più famoso del momento. E’ qui con noi Edward Cullen.

1. Allora Edward! Raccontaci un po’ di te…sappiamo che oggi è il tuo compleanno! Tanti auguri!!

Ciao. Si oggi è il mio compleanno, sono nato a Chicago il 20 giugno del 1901. Il mio nome completo è Edward Anthony Masen Cullen. La mia vita umana è durata solo 17 anni, nel 1918 fui coinvolto come tanti nell’epidemia di spagnola. Sarei morto se non fossi diventato ciò che sono adesso, se non fosse stato per colui che ho sempre considerato mio padre… Carlisle.
Mia madre, Elisabeth, gli chiese di fare tutto il possibile per salvarmi e fu così che avvenne la mia trasformazione: tre giorni in cui non desiderai altro che morire…le fiamme mi avvolgevano ma non esistevano acque in grado di placarle. Le risentii ogni volta quando Carlisle trasformò gli altri membri della mia attuale famiglia. Prima Esme e poi tutti gli altri…
All’inizio con Carlisle mi trovavo bene ed Esme da subito era stata una madre amorevole.
Eppure non riuscivo a darmi pace a causa della natura del mio essere: rubavo agli umani la vita per restare nel limbo tra la vita e la morte a cui ero condannato in eterno.
Attraversai un periodo difficile in cui non rinunciai alla mia natura nutrendomi di sangue umano, e per giustificare le mie scelte scelsi di uccidere solo assassini e uomini crudeli che non meritavano…ma come potevo io decidere chi doveva vivere? La mia coscienza ogni volta si faceva sentire sempre più molesta , e ogni volta dietro il senso di colpa vedevo il volto del padre che rispettava le mie scelte…
Tornai a casa. Carlisle e Esme mi accolsero come il figliol prodigo. Allora mio padre cominciò a pensare che anche per me potesse esistere qualcuno in grado di alleviare, almeno in parte, le mie frustrazioni di allora…fu il turno di Rosalie di passare a vita immortale, ma con lei non poteva esserci nulla se non un rapporto tra fratello e sorella. Poi arrivò Emmett. Sono grato a Rosalie per aver portato un fratello come Emmett nella nostra famiglia!
Poco dopo arrivarono anche Alice e Jasper, e la famiglia fu al completo, almeno per qualche anno.
Poi accadde l’inaspettato. La monotonia dei giorni che passavano fu sconvolta dall’arrivo della creatura più sfortunata, indifesa e adorabile che potesse esistere…Bella.
Con lei cadevano le mura di sicurezza che un secolo aveva costruito, con lei tutti i momenti erano una sorpresa e il desiderio di viverli con lei era forte tanto quanto il desiderio del suo sangue…così dissetante, così meraviglioso…mi spaventava. Tutti gli sforzi fatti fino ad allora si vanificavano alla vista del rossore che affiorava sulle sue guance, al minimo movimento dei suoi capelli che ne portavano a me tutte le fragranze…pregustavo la sensazione di calore al contatto con la sua pelle delicata.
Abbandonarmi sarebbe significata la fine, e non solo per lei.
L’odio che provai per la brama del suo sangue e per il mostro che si risvegliava in me furono ben presto sostituiti dalla consapevolezza del mio amore per lei. Ogni istante della mia vita era servito per condurmi fino a lei, la sua esistenza bastava a giustificare quella dell’universo intero. Perché senza di lei era il nulla…
Leggere dell’amore non mi aveva preparato alla folle valanga di sentimenti che inondarono il mio cuore morto, come se potesse riprendere a battere dopo che in ogni suo spazio avesse preso posto l’amore per lei.
Non avrei permesso a niente e a nessuno, nemmeno a me stesso, di farle del male, ad ogni costo, perché niente contava e conta ancora adesso più della sua felicità…anche se questo fosse a discapito della mia. Perché non potrei sopportare di vedere quegli occhi, un tempo di cioccolato, pieni di tristezza, paura, come fu quella volta alla scuola da ballo con James…vedrei tutto specchiato nei miei, paura e tristezza gemelle nei miei, amplificati dalla solitudine e dalla mia non-vita di quasi un secolo…
Scusate, sto andando oltre…ma non posso fare a meno di parlare di Bella. Il nostro legame è permanente e indissolubile. Parlare della mia vita, significa parlare di lei.


2. Non scusarti, anzi continua a parlarcene. La prima volta che hai visto Bella? Ce la vuoi raccontare?

Ero a mensa e sentii qualcuno pronunciare il mio nome, o meglio, pensarlo. Mi girai di scatto e vidi che Jessica Stanley stava parlando di noi alla nuova arrivata, Isabella Swan.
Per la mia famiglia ero una sorta di vedetta: grazie alla mia capacità di leggere nel pensiero potevo sapere in tempo se qualche umano nutriva dei sospetti su di noi. Misi particolare attenzione nell’ascoltare i pensieri della nuova venuta ma nulla, la sua mente era muta, il che mi innervosì parecchio, lo ricordo bene!Era parecchio frustrante…
Poi me la ritrovai alla lezione di biologia. Il suo profumo mi colpì come una sfera da demolizione, al pari di un ariete. Non c’era immagine abbastanza violenta che potesse descrivere la potenza di quello che mi successe in quel momento…ero un predatore e lei la mia preda…io ero un vampiro e lei aveva il sangue più dolce che avessi mai odorato in vita mia.
Ci penso sempre…se non fosse stato per la mia arroganza, mi sarei accorto di ciò che sin dall’inizio il mio stesso corpo cercava di dirmi: io ero attratto da lei. E non solo dal suo sangue …io ero attratto da Bella. Volevo conoscere lei, parlarci, stare insieme a lei tutto il tempo.
Ma non era giusto esporla al costante pericolo della mia presenza…quanto avrebbe retto il mio autocontrollo?
Non riesco nemmeno a pensarci, sento nuovamente un peso insopportabile sul petto…l’idea di Bella pallida, fredda, con gli occhi spenti dalla morte…non sentire il suo respiro, il suo cuore battere, ogni volta più veloce vicino a me…NO.
Tanto dolore ucciderebbe un uomo…ma so anche che un cuore umano non basterebbe a contenere la mia eterna devozione per la più squisita delle creature. Sapere che lei mi ricambia mi colma di gioia, mi fa sentire un senso di serenità, come se nulla potesse distruggere tutto questo… mi rende forte. Ne vorrò essere sempre degno.


3. E vissero tutti felici e contenti! Anche se…nel corso della vostra luna di miele è sorto un altro “problema”…

Purtroppo sì, si è conclusa con un imprevisto…
Ricordo quegli istanti in modo confuso…il mio cervello era bloccato..…Cosa? Come? Cosa?
Ma poi mi bastò poco per capire cosa stava accadendo e anche per arrivare alla conclusione a cui quel fatto avrebbe portato. Bella era incinta…com’era possibile? Le mie 2 lauree in medicina non erano servite a nulla, non avevo pensato affatto che il mio corpo potesse contribuire nel generare una nuova vita. Il mio corpo era morto! MORTO!
Forse era tutto compreso nel miracolo che Bella aveva portato nella mia vita… ma in quel momento tutto svaniva davanti ai miei occhi…conoscevo le vecchie storie, sapevo come sarebbe finita…
La creatura che Bella portava in grembo l’avrebbe condotta alla morte.
Sì la creatura…perché allora era solo un mostro che venendo alla vita l’avrebbe tolta a lei… non era mio figlio.
Fortunatamente tutto è andato per il verso giusto, col senno di poi è facile parlarne adesso.
Bella sta bene ed è immortale insieme a me e al nostro amore, che lo è sempre stato…staremo insieme per il resto della nostra eternità. Con noi c’è la nostra piccola bimba, Renesmee…non pensavo di poter essere così felice…tenere insieme lei e Bella in unico abbraccio mi dà una serenità che sento ogni volta come fosse la prima, la sento perché ho più di quanto potessi mai aspettarmi da un’intera esistenza di un secolo. Non ho mai creduto che per noi vampiri potesse esistere un al di là, ma stare con la mia famiglia mi fa capire una cosa: se esiste un paradiso, davvero, e se per noi un giorno fosse quella la destinazione, per me, per Bella, non cambierebbe nulla. Saremmo sempre noi…insieme.


4. A proposito di Renesmee. Durante la gravidanza Bella ha sofferto molto…cosa provavi in quegli istanti?
Quando sei un vampiro non dovrebbe spaventarti nulla…sei più intelligente, veloce, forte…ma tutta la forza del mondo non poteva nulla in quel momento. Ero impotente davanti alla sofferenze di mia moglie…non potevo nulla. Ciò che mai avrei voluto era la sofferenza di Bella: avevo promesso a me stesso che non avrei causato la sua sofferenza e invece ora il suo strazio era colpa mia.
Incapace…mi dannavo perchè sapevo sin dall’inizio che la mia presenza l’avrebbe portata alla morte, ma avevo fatto finta di nulla…ero stato egoista, fin troppo, volevo stare con lei, ma non le facevo altro che male!
Non dovevo esistere…se Carlisle non mi avesse trasformato, Bella avrebbe vissuto tranquillamente, la sua vita non sarebbe stata sconvolta da me, si sarebbe innamorata di un umano, avrebbe avuto dei figli e una famiglia, senza che questo la portasse alla morte. E invece la condannavo, col mio amore…il suo amore per me era la sua condanna. E poi, l’amore per il frutto del suo grembo. Era come se non ragionasse più…non le importava delle sofferenze, dei rischi…perché doveva nascere. Ed io ero lì, fermo a guardare. Non potevo fare altro, ma non volevo…eppure mi ero sempre ripromesso che la sua felicità era più importante di tutto. Ma in quel modo? Come poteva? Come poteva…
Ma non dovevo farmi prendere dal panico…a tutti i costi avrei mantenuto la promessa fatta a me stesso. Tutto, pur di salvarla, anche smettere di esistere…perché questo sarebbe successo se, per avere altri figli, avesse rinunciato in quel momento a Renesmee e fosse rimasta con Jake.
Provai a chiederlo a lui… la disperazione di quel momento ancora mi fa bruciare il petto e gli occhi.
Ma davvero, ormai sono vecchi ricordi…se le sofferenze di allora sono state il prezzo da pagare per la felicità di adesso, allora è giusto che sia stato così.

5. Sappiamo bene del tuo rapporto con Bella, ma con i tuoi fratelli? Come vanno i rapporti con loro?
Con il mio dono riesco a conoscere le persone, anche più di quanto vorrei, non mi piace invadere la privacy, soprattutto quella dei membri della mia famiglia. Ma con ognuno è diverso.
Con Emmett non è mai stato un problema, quello che pensa lo traduce sempre in fatti o parole…è il miglior fratello che potessi avere. Sembra il più grande di noi, ma è un bambino, per lui è tutto una sfida, un gioco e si diverte sempre a prendere in giro!
Ricordo quando Bella lo sfidò a braccio di ferro…ancora non gli va giù la sconfitta subita ahah
Con Alice c’è la complicità più grande, questo grazie ai doni di entrambi. Fra di noi ci sono sempre state silenziose conversazioni, segrete agli altri…un cenno della bocca, un movimento della testa e le risposte di uno erano chiare all’altra. Soprattutto all’inizio, quando lei era sempre preoccupata per Jasper. Voglio bene anche a lui, ma il suo rapporto con la famiglia è sempre stato diverso. Il suo problema di adattamento allo stile di vita scelto da Carlisle forse lo ha tenuto escluso in parte…ho sempre sentito il suo conflitto interiore, ma la profondità del suo legame con Alice lo ha tenuto a galla.
Ora Rosalie…ecco, con lei il rapporto è stato burrascoso all’inizio. Non sopportava che la sua bellezza non mi colpisse come accadeva con tutti gli altri uomini. Lei che ama essere venerata, non sopportava che in me non ci fosse alcun interesse, nonostante anche da parte sua non ce ne fosse per me. Finché si tratta di automobili e di musica andiamo d’accordo, ma ad esempio il tasto “Bella” diventa dolente per lei, come per me. L’ho odiata per averle permesso di portare avanti la gravidanza, solo perché lei potesse avere l’unica cosa che l’umanità di Bella le avrebbe dato, a costo della sua vita…e a Rose non importava il costo da pagare. Non ha mai compreso il mio amore per Bella, come se l’unico possibile e vero fosse il suo per Emmett…se non distruggi una casa, non è abbastanza intenso eh?


6. Com’è cambiato il tuo rapporto con Jacob Black da rivale in amore a genero?
Bella domanda! Mmm…è difficile avere un licantropo in casa. Una volta che ti abitui all’odore e al pelo, non è poi così male.
Ma qui parliamo del licantropo per eccellenza, Jacob. Il più insopportabile, cocciuto, arrogante lupastro…ma anche il migliore amico che Bella potesse trovare.
Il nostro rapporto è sempre stato particolare, se non fosse stato per le differenze di “razza” saremmo andati d’accordo subito, ci è voluto un pò perché lo capissimo entrambi.
Perché siamo stati alleati, non posso dimenticarlo…l’aiuto nella radura contro i neonati, la sua scelta di abbandonare il branco per noi Cullen, la protezione di Bella…siamo stati compagni.
Prima lo odiavo, perché sapevo che lui era la persona giusta per Bella…lei avrebbe potuto avere una vita normale senza rinunciare alla sua,avrebbe potuto vivere, avrebbe avuto un cuore capace di battere ancora, insieme a quello di Jacob.
Ero certo dell’amore di Bella per me, ma con i miei occhi vedevo l’incertezza nei suoi, e poi quando scappava per cercarlo…la gelosia può essere lacerante, l’ho sperimentato sulla mia pelle.
Lo sperimento in parte ancora, visto che è innegabile il legame di Jake con Renesmee…un padre potrà essere geloso di sua figlia no?
L’unica cosa positiva è che so che si prenderà cura sempre di Nessie…se non fossi sicuro della piena devozione e dell’amore che nutre per lei l’avrei allontanato subito…o forse Bella l’avrebbe già dissanguato! Ahah

7. Parliamo ora del vostro periodo di lontananza…un tasto dolente. Quando hai lasciato Bella, cosa hai provato in tutti quei mesi senza di lei?E cosa hai provato quando hai ricevuto la telefonata di Rosalie?
La scelta più giusta e allo stesso tempo la più sbagliata che potessi fare. Giusta, se l’avessi fatta il primo giorno che incontrai Bella…se non avessi dato il tempo né a me né a lei di essere troppo coinvolti l’uno dall’altra, ci saremmo risparmiati tutta la sofferenza di quel momento.
Ma la colpa è solo mia.
L’unica scelta che sono riuscito a fare con raziocinio alla fine si è rivelata la più sbagliata:
lasciarla…tentare di uscire dalla sua vita…
Mi sono solo ingannato, non potevo cancellare me stesso dalla sua vita, e avrei dovuto saperlo, perché dimenticare lei per me sarebbe stato impossibile…come se la mia anima perduta non fosse inevitabilmente legata alla sua. Eppure non volevo che anche la sua si perdesse, come potevo permetterlo? Per la sua felicità doveva stare lontano da me…ma sopravvivere, non vivere, questo significava la separazione, per entrambi…e quando sopravvivi, e passi ogni singolo giorno a espirare ed inspirare, senza che l’aria colmi il vuoto nel tuo petto, quando la voragine che senti si fa troppo profonda, troppo dolorosa, …allora, l’unica soluzione è quella da cui sei andato via…
Quando ho ricevuto la chiamata di Rosalie che mi diceva della morte di Bella non volevo credere alle sue parole, ma poi la telefonata a casa Swan mi diede la conferma…sentii come se l’intero universo si fosse fermato. Se Bella non era più in vita che senso aveva per me restare lì?…non volevo…l’intera mia esistenza non aveva più significato.
Il pensiero fu automatico: i Volturi. Una parte di me ragionava sul modo giusto per fare la richiesta che nessuno della mia famiglia avrebbe compreso ed esaudito…l’altra parte di me era persa, completamente…se avessi potuto piangere, non ci sarei nemmeno riuscito. “Ma perché…perchè?! Bella Bella Bella!” Le uniche parole che si ripetevano nella mia testa… come se chiamarla fosse servito a qualcosa…e ogni volta il suo nome scuoteva le mie membra.
Il dolore per la voragine nel petto ormai mi stordiva, e tramortito mi avviavo alla morte, quella del corpo… perché il resto ormai era già morto.

8. Ma aspetta… quando sei arrivato a Volterra intenzionato a farla finita e hai visto Bella che è venuta fin lì per salvarti…cosa hai provato?
Ci sono alcuni pensieri, emozioni che a parole è difficile esprimere…quando sai che al mondo esiste solo una persona…SOLO UNA al di là di te stesso, non ci sono alternative.
Non riuscire a vivere senza di lei non era una scelta, fatta consciamente, ma era una diretta conseguenza, inevitabile, incontrollabile della sua morte…e non c’erano altre scelte possibili.
Dopo aver provato la consapevolezza di averla persa ed essere caduto nel baratro più profondo, rivederla come nei miei sogni ad occhi aperti è stato come risalire all’improvviso, veloce, alla luce. Nel vuoto, senza forze e speranze, mi ero lasciato trascinare, ma ora era lei che con una forza prorompente e inaspettata mi strappava via a quelle tenebre.
Che si fosse trattata solo di una visione non importava. Bella era davanti a me…e il suo profumo era quello di sempre. Lo avevo impresso nella mia mente, ma sentirlo di nuovo non aveva prezzo…non importava che quello fosse l’inferno. Qualsiasi pena, pur di riavere lei.
Non dimenticherò mai quel momento…tristezza e dolore che mai niente avrebbe dissolto, cancellati all’istante da gioia e…speranza. La speranza che per noi non fosse la fine.


Bene abbiamo concluso.
Grazie Edward per il tempo che ci hai regalato e per averci raccontato della tua famiglia e di te.
Ancora auguri per i tuoi 108 anni!